Frammenti di quotidianità

“Vivo al centro del paese vecchio di Beit Sahour: dalla finestra scorgo il minareto della moschea e il campanile della chiesa. Le prime mattine mi svegliava la dolce melodia della preghiera del muezzin. Ore 5. Mezz’ora di invito alla preghiera, nel torpore mistico del dormiveglia, mentre il chiarore dell’aurora bussa alle porte della notte.

La luce di questo posto è accecante. Luce del sole, luce riflessa dalle pietre bianche delle case, dalle rocce. Poi d’improvviso spunta la luna, e si fa buio. Tutto accade in pochi minuti. Dal bagliore all’oscurità, senza compromessi. La notte è scura, si vedono le stelle, la luna brilla vicina, sembra quasi voglia accarezzare la terra.

L’odore del caffè arabo, dei felafel che friggono, la puzza di polli morti e d’immondizia ai bordi delle strade o bruciata nei cassonetti. La musica è onnipresente, gli animi si infiammano se c’è la dabka, la musica tradizionale. Tè alla menta e narghilè alla frutta, la sera, come medicina contro l’occupazione israeliana che avvelena ogni aspetto della vita.

Il tempo è dell’uomo, appartiene (nei piccoli paesi, in campagna) alle relazioni sociali. Non puoi programmare un attività e subordinare tutto il resto. Il caffè sorseggiato in compagnia, i saluti lunghi e calorosi, le visite in famiglia, la vicinanza fisica, i rituali sociali: sono tappe obbligatorie, momenti rilevanti della vita quotidiana della società palestinese.

Si riscopre con piacere che il passo affrettato, lo sguardo ossessivo all’orologio, l’individualismo e l’arrivismo sono gli effetti squilibrati delle nostre società malate, dove le persone agiscono spesso per fini estranei, alieni alle autentiche esigenze umane. Il rispetto ansiogeno di scadenze, date, impegni rende l’uomo occidentale schiavo del tempo, suddito dei suoi principi e delle sue regole. Il tempo deve essere battuto, superato, anticipato. Ottimizzato. Altre volte va ammazzato. Qui invece è una categoria molto più flessibile, soggettiva, plasmabile nella forma e nei contenuti dall’agire umano che gli conferisce significato. Tutto questo però sta cambiando, basta andare a Ramallah o a Gerusalemme Est per accorgersi del mutamento: dal tempo dell’uomo al tempo del denaro.   

[…] “
Articolo scritto per Piceno News. Tutto l’articolo in: http://www.provincia.ap.it/novita/newsdett/newsdett.asp?codnew=6798

Frammenti di quotidianitàultima modifica: 2009-03-06T15:37:11+01:00da handala83
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