le colonie israeliane e la convivenza impossibile

Davide mi chiede: “a parte l’esercito, in quale modo “convivono” (se è quello che fanno) gli abitanti di quel villaggio con quelli, immagino vicini, israeliani? Ovvero, in che modo si rapportano con loro, se c’è odio, diffidenza, o se è già stata provata la strada del “gemellaggio” e dello scambio. Te lo chiedo perché credo che, laddove la politica continua a fallire (cioè nel dialogo, sempre interessato, tra i “grandi” di Israele e Palestina), forse può trionfare la gente comune, la necessità quotidiana di condividere, comunque, un pezzo di terra”.

Caro Davide, spesso è poco noto che la questione del conflitto palestinese non è solo un conflitto tra un popolo sotto occupazione militare e un esercito occupante. C’è un altro aspetto: dal 1967, ovvero da quando Israele ha occupato i Territori palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di gaza, Israele ha cominciato un processo di colonizzazione di quei territori, chiaramente illegale e del tutto unilaterale. Lo scopo è quello di impedire la formazione di un futuro stato palestinese e allargare i confini dello stato israeliano, aumentare la presenza demografica di israeliani nei territori palestinesi tramite l’immigrazione massiccia di coloni, controllare le risorse idriche, agricole ecc. Questo odioso processo di colonizzazione vede oggi la presenza in Cisgiordania (i coloni a Gaza sono stati evacuati nel 2005) di oltre 400 000 coloni, supportati, foraggiati e protetti dallo stato e dall’esercito dello Stato di Israele. Perché “odioso”? Perché le colonie vengono costruite sulle terre palestinesi, espropriandole, spezzettandole, isolandole. I coloni possono essere di due tipi: i fanatici religiosi nazionalisti che arrivano mitra in mano sul posto e si insediano cacciando gli abitanti palestinesi. Poi lo Stato israeliano, tramite una serie di agevolazioni economiche, incentiva l’abitazione di queste colonie. Un povero cristo scelglierà allora, se per 10 anni non deve pagare tasse, di andare a vivere in una colonia nei territori palestiensi piuttosto che nella costosa Israele. Si capisce che questa è una politica cinica di espropriazione di lungo periodo ai danni dei palestinesi. Ogni colonia è recintata e inaccessibile ai palestinesi. Inoltre, tutte le colonie sono collegate tra loro tramite una rete di strade accessibili ai soli coloni. In questo vedi bene che si screa un vero e proprio regime di Apartheid per i palestinesi, rinchiusi in cantoni di terra spezzettati, frammentati e isolati tra loro. Per fare pochi chilometri, a causa di queste strade dell’Apartheid o del Muro (anch’esso costruito per l’85% dentro il territorio palestinese per inglobare il più alto numero di coloni), un palestinese può metterci ore.

Capisci che non ha nessun senso parlare di “convivenza”, non si tratta della convivenza tra due popoli e due culture in uno Stato (come può essere per israeliani ebrei ed israeliani arabi nello Stato di Israele), ma di fanatici coloni che stanno realizzando un regime di Apartheid e una pulizia etnica in un territorio che non gli appartiene ai danni degli autoctoni palestinesi. Son loro che rifiutano la convivenza: pensa che molti sostengono la deportazione dei palestinesi in Giordania o la loro riduzione in schiavitù. Girano con mitra, di tanto in tanto sparano a pastori o contadini che si avvicinano alla colonia, avvelenano l’acqua dei villaggi e aggradiscono i bambini palestinesi tanto che in alcune zone è necessario scortarli fino a scuola. Non si tratta solo di un gruppo di facinorosi che tiene in ostaggio un intero paese, questo è un progetto preciso da parte di Israele, che fornisce assistenza e protezione a questo progetto folle.

Gli abitanti del villaggio palestinese di Bil’in verrebbero ammazzati se solo si avvicinassero alla vicina colonia. Tra il loro villaggio e la colonia sta per essere costruito il Muro, che ingloberà in Israele la colonia insieme alle terre del villaggio. Per ora c’è una barriera di sicurezza (dove ogni settimana gli abitanti del villaggio vanno a protestare) permanentemente sorvegliata dall’esercito.

Sta succedendo come per gli indiani d’America, chiusi in riserve man mano che i coloni europei arrivavano e avanzavano. E’ incredibile lo so, è agghiacciante, è forse l’ulitmo processo di colonizzazione della storia moderna, è un’enormità che viene mascherata intelligentemenete.

Tutto ciò è sfacciatamente contrario al diritto internazionale oltre che all’elementare buon senso umano: l’Assemblea Generale dell’Onu ha più volte condannato Israele sia per l’occupazione sia per la colonizzazione, definendolo Stato “razzista” e dalle “pratiche disumane”. Quanti sanno di tutto ciò? Quanti in Italia sanno dei coloni israeliani nei Territori palestinesi?

Ho scritto troppo, non so se sono stato chiaro, è assurdo quello che accade qui, devi vedere per capire. Un regime di Apartheid è impossibile da spiegare a parole.

Ti abbraccio forte.

(per farti un’idea puoi vedere le foto dell’album “Maale Adumim, una colonia” e leggere il relativo post, scritto sul blog questa primavera)

 

 

 

le colonie israeliane e la convivenza impossibileultima modifica: 2009-01-23T19:11:47+01:00da handala83
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