Gli ultimi giorni

14 maggio

Lascio Gerusalemme per il campo profughi Aida, vicino Betlemme, dove ho deciso passero` alcune notti nel garage dell`associazione Lajee Center, costituita da profughi del campo che organizzano eventi, giochi, attivita` e campi estivi di volontariato internazionale. Poso i bagagli, saluto gli amici. Una camminata per il centro di Betlemme, tra le pietre antiche e i luoghi che secondo la tradizione cristiana hanno dato la nativita` a Gesu`. Un taxi collettivo mi porta al campo profughi di Deishe, dove un gruppo di ragazzi e bambini palestinesi partira` per un`escursione nell`entroterra della Cisgiorania (ovvero i Territori palestinesi occupati dal 1967 da Israele). Mi unisco a loro.

Scendiamo dagli autobus, e ci troviamo nel bel mezzo della Palestina rurale: campi di ulivi, piccoli orticelli, villaggi arroccati sulle dolci colline, vasti terreni semi-desertici incolti. Spazzatura un po` ovunque, brutto costume da queste parti. Il programma consiste nel risalire una vallata per qualche centinaio di metri per trovare finalmente una sorgente di acqua.  Bene, le spiegazioni iniziali sul percorso da fare e le precauzioni da tenere, e ci si appresta all`impresa. I ragazzini rumoreggiano felici ed eccitati intorno. Poi il rumore di una jeep che si ferma vicino al nostro gruppo. Un omone massiccio e torvo, dall`aspetto minaccioso, barba e capelli lunghi e trasandati, camicione a quadri pantaloni e scarponi. Imbraccia un mitra, sicuro di se`. Arriva un`altra macchina ed esce un`altro soggetto del genere. Sono coloni russi, della vicina colonia Tekoa, che si trova in cima alla collina della vallata che avremmo dovuto risalire noi. Questi due omoni sembrano usciti da un film di fantascienza. Si avvicinano tronfi, ci avviciniamo timidi. Sostengono che non possiamo acceder in quella vallata, che ora e` inaccessibile ai palestinesi in quanto territorio sotto controllo diretto dell`esercito israeliano. Gli organizzatori dell`escursione, due ragazzi americani, cercano di spiegare che hano sempre potuto acceder alla vallata, anche poco tempo fa, si tratta di ragazzini, di un`oretta solamente, insomma, “PER FAVORE SIGNORI COLONI, POSSONO QUESTI PALESTINESI PASSARE NELLA LORO TERRA CHE VOI AVETE OCCUPATO E SOSTENETE SIA VOSTRA, POSSONO, SENZA CHE GLI SPARIATE ADDOSSO?”.

No, non e` possibile. Arriva anche una dozzina di soldati, chiamati dai coloni. sembrerebero piu` ragionevoli dei due rozzi barbuti, ma niente da fare. Oggi non si passa. Niente escursione ragazzi, i coloni hanno deciso che oggi non potete passare nella “loro” valle, nella vostra terra. Tra qualche giorno non potrete passarci piu`, e poi non sara` piu` vostra neanche quella collina con gli ulivi, e se provate a resistere ve li taglieranno gli ulivi, cosi` vedete poi se ve ne andate. Poi non sara` piu` vostro neanche il villaggio, e se provate a dar fastidio anche questa volta ve le raderanno al suolo le vostre casette. E vedrete arriveranno altri coloni, servira` altro spazio, e voi sarete costretti ad andarvene, sparire, non siete mai esistiti.

I coloni-fascisti e i soldati se ne vanno, una volta accertati che avremmo fatto lo stesso anche noi. E` impossibile discutere con questo tipo di coloni: sono fascisti, fanatici ignoranti, mancano di un minimo di umana comprensione. E poi non si puo` comunicare con chi intende solo il verbo delle armi. Non riesco neanche se faccio uno sforzo ad immaginarmeli un po` piu` familiari, un po` piu` umani. Questi fascisti armati hanno uno stato dietro che li foraggia, li protegge, approva.

Eccovi la colonizzazione. Tutto avviene come se fosse la piu` perfetta normalita`, nessuno che abbia il potere di farlo interviene, leva la sua voce.  Penso alle cerimonie diplomatiche, agli incontri, alle strette di mano, a tutte quelle cravatte del potere: oggi me ne tornero` a casa piu` anarchico di quanto ero prima.

 

[Nei Territori palestinesi occupati ci sono piu` di 220 colonie, tutte illegali secondo il diritto internazionale, e quasi la meta` illegali perfino per la legge israeliana. Il numero dei coloni si avvicina alle 500 000 unita` oramai. Le colonie sono collegate a Israele e tra loro da una fitta rete di strade inaccessibili ai palestinesi, giustamente chiamate Strade dell`Apartheid. I principali agglomerati di colonie verrano di fatto inglobati ad Israele dal Muro dell`Apartheid, overo il Muro di separazione che Israel sta costruendo in larga parte nei Territori palestinesi, anettendone circa il 9%. I coloni, le aree e le strade da questi controllate, dominano circa il 40% dei Territori palestinesi (Cisgiordania, o West Bank). Ai palestinesi rimarra` circa la meta` della propria terra, spezzata in quattro o cinque cantoni separati tra loro e circondati su tutti il ati dagli israeliani. Insomma, prigioni a cielo aperto, ghetti. I coloni sono uno dei principali ostacoli alla soluzione del conflitto israelo-palestinese. Sono inoltre la causa della discriminazione dei palestinesi nell`allocazione delle risorse naturali dei Territori occupati, in quanto le colonie vengono realizzate in punti strategici per il controllo delle risorse agricole e dell`acqua. I coloni sono armati, spesso fanatici e violenti, invasati, e sono causa di continue aggressioni nei confronti dei palestinesi. La polizia e l`esercito israeliano non fanno nulla per impedire le aggressioni, garantendo di fatto l`impunita` a questi fascisti. Dal settembre 2000 (scoppio della Seconda Intifada), piu` di 50 palestinesi sono stati uccisi dai coloni. Tutti i governi israeliani hanno appoggiato e sostenuto la colonizzazione dei Territori palestinesi occupati e la ghettizzazione dei palestinesi dal 1967 ad oggi, con un picco proprio negli anni del “processo di pace”, quando a noi ci veniva raccontato che era colpa dei palestinsi cattivi che non volevano la pace con Israele mossi da odio pregiudiziale]

Gli ultimi giorniultima modifica: 2008-05-18T16:48:47+02:00da handala83
Reposta per primo quest’articolo